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A R T I C O L I

Abitualmente il cucciolo entra in famiglia all’età di 50-60 giorni di vita. E’ un momento critico perché l’immunità materna (trasmessa col latte) sta diminuendo, quella vaccinale non è ancora presente o comunque non completa ed egli è più esposto alle malattie infettive. A ciò va aggiunto lo stress da adattamento ad un ambiente nuovo, anche se confortevole, senza la compagnia di mamma e fratellini a cui era abituato. Per facilitare questo adattamento è consigliabile inizialmente mantenere la stessa alimentazione dell’allevatore (se idonea alle sue esigenze di crescita).

 

La prima cosa da fare è portare un campione di feci dal veterinario per una analisi parassitologica delle feci e fornire altre informazioni utili quali trattamenti con vermifughi, se sono state riscontrate  patologie infettive o parassitarie nella cucciolata o nell’ambiente). E’ anche necessario osservare il comportamento del cucciolo: se mangia, gioca, dorme tranquillo oppure se è abbattuto o ha diarrea, vomita, ha scolo nasale, tossisce, starnutisce, se si gratta e mostra problemi a cute o mantello, etc., e riferirlo al proprio veterinario.

Infine è necessario sottoporlo a una visita clinica per accertarsi dello stato di salute e stabilire il programma vaccinale che partirà dopo qualche giorno dall’arrivo nella nuova casa per i motivi sopra citati.

 

La profilassi vaccinale proteggerà il cucciolo da gravi patologie infettive, ma l'immunizzazione richiede un tempo minimo di 2 settimane dalla prima dose ed è completa solo dopo 10-15 giorni dalla fine del programma. Ogni vaccinazione verrà eseguita seguendo un calendario preciso e verrà annotata su un libretto personale dell’animale.

 

Infine è obbligatorio per legge iscrivere il proprio cane al servizio di anagrafe canina mediante l’installazione di un microchip sottocutaneo (mediante iniezione) che ha sostituito il tatuaggio. E’ una manovra rapida ed incruenta che viene effettuata in ambulatorio.

All’atto dell’iscrizione è necessario fornire una fotocopia di un documento ed il codice fiscale del proprietario: verrà immediatamente rilasciato il documento di iscrizione all’anagrafe canina, senza doversi recare agli uffici dell’ASL.

E’ una malattia parassitaria estremamente diffusa sul nostro territorio trasmessa da una zanzara (flebotomo) detta pappatacio. Non è contagiosa tramite contatto diretto, ma si trasmette tramite l’insetto infettato; la possibilità di contagio si riduce ai mesi più caldi.

Manifestazioni cliniche: dimagramento, perdita di pelo attorno agli occhi, mantello untuoso con forfora, dermatite con callosità e screpolature soprattutto sulle sporgenze ossee, aspetto trasandato di cane più vecchio, facile affaticabilità, dolori articolari, lesioni oculari (corioiridocicliti) ed emorragie nasali. Le manifestazioni viscerali possono essere subdole ed improvvise: dimagramento, abbattimento, riduzione dell’appetito, sete intensa, vomito. IN QUESTA FORMA E’ UNA SINDROME SPESSO MORTALE!

Spesso la leishmaniosi ha un decorso subdolo e a lungo asintomatico. Ciò comporta un ritardo nella diagnosi e questo può compromettere l’efficacia terapeutica e la vita del paziente.

 

Attualmente la Leishmaniosi è endemica nella regione Toscana, è perciò fondamentale contrastarla utilizzando prodotti insetto-repellenti ed effettuando il test annuale per una diagnosi precoce, infatti il 95% dei soggetti che guariscono sono stati trattati prima della comparsa di manifestazioni cliniche importanti, cioè quando il cane era apparentemente sano.

 

In caso di cura, si tratta comunque di trattamenti lunghi (due o tre mesi almeno) cui debbono seguire controlli clinici ed analisi del sangue di controllo. Spesso inoltre si verificano ricadute anche se il trattamento eseguito in uno stadio precoce della malattia non esclude la guarigione completa dalla malattia.

Da qualche anno disponiamo di immunomodulatori da poter somministrare per via parenterale (come la vaccinazione con “Canileish”) o per via orale (leishguard) con protocolli diversi a seconda delle necessità del singolo cane.

Un dato importante è la possibilità di contrarre la malattia da parte dell’uomo: la leishmaniosi umana è diffusa nei paesi in cui le condizioni igienico-sanitarie sono precarie (India, Africa, etc..), mentre nel continente europeo è relativamente rara. Ciò nonostante è una malattia da temere per la salute pubblica. Questo è un ulteriore valido motivo per eseguire i controlli periodici sul proprio cane.

Nel territorio italiano (Toscana inclusa), cane e gatto possono essere colpiti da due differenti specie di FILARIA trasmesse dalle punture delle zanzare comuni. Tutti i cani sono perciò a rischio di infestazione.

 

DIROFILARIA IMMITIS è responsabile della FILARIOSI CARDIO-POLMONARE: i vermi adulti vivono nel cuore destro e nei vasi polmonari danneggiando gravemente il cuore e la circolazione sanguigna e compromettendo gravemente lo stato di salute. Col passare del tempo si ha un  aggravamento progressivo con comparsa di intolleranza all’esercizio fisico, tosse, difficoltà respiratoria ed insufficienza cardiaca grave talvolta mortale.

 

DIROFILARIA REPENS è responsabile della FILARIOSI SOTTOCUTANEA: i parassiti vivono nel sottocute del cane determinando la comparsa di ulcere e noduli. Possono raggiungere anche l’occhio. I vermi adulti immettono in circolo larve che possono danneggiare la circolazione dei principali organi con scadimento delle condizioni di salute dell’animale.

Occasionalmente la filariosi sottocutanea può colpire l’uomo, in seguito alla puntura di una zanzara, provocando noduli cutanei e lesioni oculari.

 

Oggi è possibile prevenire queste malattie eseguendo una adeguata profilassi iniettabile od orale.

Si tratta di due malattie virali diffuse sul nostro territorio, molto pericolose per la salute del gatto.

 

La FIV (AIDS – Immunodeficienza felina) è sostenuta da un agente simile a quello dell’ hiv (aids umano) anche se non esiste possibilita’ di contagio per l’uomo o il cane (virus specie-specifico). La trasmissione fra gatti avviene principalmente tramite la morsicatura (contatto saliva-sangue) e la categoria di gatti più a rischio è: gatti maschi non sterilizzati che hanno contatti con l’esterno.

 

La FELV (Leucemia virale felina) è molto contagiosa e si trasmette fra gatti per semplice contatto: mangiare nelle stesse ciotole, leccarsi fra gatti, vivere in gruppo, etc… spesso una femmina infetta partorisce gattini già infetti alla nascita o li può infettare all’allattamento.

 

I gatti possono essere infetti senza presentare sintomi di malattia anche per lunghi periodi, oppure indebolire progressivamente le difese naturali del gatto rendendolo più vulnerabile ad altre malattie. E’ bene sospettare di tali malattie quando se ne presentano altre ricorrenti, oppure quando c’è difficolta’ nella guarigione in caso di malattie respiratorie, dermatiti, disturbi gastro-enterici, stomatiti.

Altri sintomi sospetti sono: dimagramento, febbre, disappetenza, abbattimento.

 

Purtroppo i soggetti affetti da queste malattie spesso vanno incontro ad un aggravamento delle condizioni generali fino alla morte; ma è bene ricordare che, anche se non esiste una terapia specifica ed efficace, è possibile intervenire con terapie di supporto (immunomodulatori) e sintomatiche per ottenere una qualità di vita discreta o buona (asintomatica) in un buon numero di casi.

E’ essenziale in tal senso effettuare una diagnosi precoce che si esegue su alcune gocce di sangue tramite un test sierologico affidabile e veloce (10 min circa).

 

La prevenzione è efficace per la FELV perché esiste un vaccino da somministrare a partire dai 2 mesi di eta’ .

 

Non esiste purtroppo un vaccino efficace per la FIV e le uniche arme di prevenzione sono: sterilizzazione dei gatti(maschi in particolare), diagnosi ed intervento terapeutico precoce (prima della comparsa dei sintomi), vita regolare.

CONTROLLO DELL’INIZIATIVA

Manifestare la propria autorevolezza mediante il controllo dell’iniziativa: qualsiasi attività intrapresa assieme al cane (passeggiata, gioco, …) deve essere stabilita, iniziata ed interrotta dal proprietario.

PREMIARE I COMPORTAMENTI GIUSTI

Tutti i premi (coccole, bocconi, …) non debbono essere elargiti gratuitamente (anche se viene spontaneo riempire di coccole il nuovo arrivato), ma gestiti al fine di gratificare il cane quando si comporta correttamente perché possa capire cosa è bene fare e cosa no. Ad esempio, se ci porta la palla per giocare è bene non assecondarlo, ma cercare di farlo mettere seduto come se chiedesse “per favore, giochiamo?”; se lo farà verrà accontentato, altrimenti ignorato.

IGNORARE I COMPORTAMENTI SBAGLIATI

Ogni atteggiamento sbagliato del cucciolo deve essere ignorato: non sgridare, non urlare, non guardarlo, non toccarlo. Se lo rimproverassimoo o reagissimo strattonandolo o peggio maltrattandolo, otterremmo solo la sua paura, avremmo un animale confuso ed inibito e di conseguenza reazioni sbagliate. E’ importante ricordare che non si deve mai tentare di imporre la nostra autorità con la forza e tanto meno con la violenza.

 

I PASTI

Debbono essere gestiti dal proprietario; è necessario che il cane capisca che il cibo non è sempre a sua disposizione. Inoltre è bene che non riceva bocconi da tavola e le sue richieste di cibo debbono essere ignorate. La cosa migliore è abituarlo ad aspettare che il proprietario abbia finito, quindi premiarlo con un boccone (ad es. pane) o con il suo pasto, oppure accontentarlo con bocconi solo se obbedisce alla richiesta: seduto (“per favore mi dai un boccone?”).

 

CUCCIA/ RIPOSO

Il proprietario deve scegliere un luogo comodo e confortevole per il riposo del cucciolo che verrà premiato con coccole e bocconi ogni volta che lo occuperà, soprattutto quando richiestogli.

 

RICHIAMO

All’inizio bisogna provare a chiamare il cane da un posto all’altro della casa soprattutto quando è impegnato a fare qualcosa: ogni volta che accorrerà, va premiato con coccole prolungate e bocconi. Poi si passerà all’esterno (giardino) ed infine a spazi sempre più ampi. Se il cane non risponde, non bisogna sgridarlo né punirlo (sapere di essere punito è un buon motivo per non tornare), ma ignorarlo ed allontanarsi andando nella direzione opposta. Quando avrà imparato il meccanismo, la ricompensa potrà essere ridotta ma mai eliminata del tutto: tornare dal proprietario deve sempre restare la cosa più piacevole e remunerativa.

 

AUTOCONTOLLO E INIBIZIONE AL MORSO

Quando il cucciolo gioca può eccitarsi ed innervosirsi fino ad un comportamento esagerato e disordinato. Per intervenire bisogna riprodurre l’atteggiamento materno: tenerlo fermo per 1-2 secondi di calma senza arrabbiarsi né sgridarlo, preferibilmente in silenzio e senza guardarlo, poi lasciarlo andare.

Se nel gioco mordicchia con troppa energia, il proprietario deve gridare “AHI!”(simula il grido dei fratellini). Se non si modera, è bene tenerlo fermo come sopra ed interrompere il gioco. In casi estremi si può dare un pizzicotto sul labbro del cane che riproduca il morso fra fratellini fino a farlo guaire ed interrompere immediatamente. Deve imparare che il grido è un segnale di protezione e che significa ALT!

 

I BISOGNI IN CASA/ALL’APERTO

A differenza del gatto che di solito adopera spontaneamente la lettiera e non sporca in casa, nel cane è necessario armarsi di un pò di pazienza e buona volontà, qualche incidente di percorso va messo in conto. Quando accade, il cucciolo non deve essere sgridato o punito altrimenti penserà che è vietato fare i bisogni e non potendone fare a meno li farà di nascosto (semmai si può interromperlo prendendolo in collo ed accompagnarlo fuori, anche se spesso, una volta all’esterno, non ricomincia a farli). In sostanza va premiato quando evacua nel luogo desiderato con coccole e bocconi non appena ha concluso (senza interromperlo). Per facilitare questa eventualità è bene portarlo fuori frequentemente e regolarmente (ogni 2 ore ed in seguito 3/4).  Non bisogna arrendersi anche se all’inizio si tratterrà per evacuare appena rientra in casa; grazie alla costanza imparerà. E’ bene abbandonare appena possibile la tecnica del giornale che tende a rallentare l’apprendimento del meccanismo corretto. Semmai si può portare il giornale vicino alla porta, poi fuori, e quando il cucciolo chiederà di accedervi lo si porterà all’aperto eventualmente portandoci un pezzo di giornale per un po’ di tempo.

 

Questi appunti sono liberamente tratti da lezioni della D.ssa Monica Antoni e della D.ssa Alessia Gargani

GESTIONE DEL CUCCIOLO

La LEISHMANIOSI del cane

La FILARIOSI

AIDS e LEUCEMIA FELINA

EDUCAZIONE DEL CANE

Nel momento in cui decidiamo di introdurre un animale all’interno della nostra famiglia, dobbiamo capire come instaurare con lui un rapporto corretto, equilibrato e sereno.

 

LA GERARCHIA - Il cane discende dal lupo che vive in branchi regolati da gerarchie lineari:  il capo-branco + altri componenti meno importanti. Quando un cucciolo entra in famiglia, questa diventa il suo branco ed è per lui necessario stabilire il proprio ruolo. E’ essenziale impedire che assuma un ruolo dominante perché ciò comporterebbe difficoltà nel gestirlo. Solo una posizione gerarchica subordinata ai proprietari potrà garantirgli equilibrio e tranquillità: si sentirà protetto dal proprietario che si occuperà di lui assumendosi le responsabilità del capo-branco. Questi deve essere una figura di riferimento, calma ed equilibrata, che sa farsi rispettare ed al contempo amare. Ma come assumere questo ruolo?